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Aploto
Manfredonia, conclusi i lavori del nono congresso Aploto
Aploto
sabato 25 ottobre 2008

Un nutrito numero di qualificati interventi ed uno sguardo al futuro dell'ortopedia e della traumatologia: per questi motivi sarà ricordato il nono congresso dell'APLOTO, Associazione Pugliese Lucana degli Ortopedici e Traumatologi Ospedalieri, conclusosi oggi a Manfredonia (FG).  In due giorni di lavori, oltre cinquanta relatori hanno esposto - ai colleghi delle due regioni meridionali -  lo stato dell'arte in traumatologia ed ortopedia della caviglia e del piede, e nella fissazione esterna in traumatologia.

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Ortopedici e traumatologi di Puglia e Basilicata a convegno
Aploto
mercoledì 22 ottobre 2008

Si terrà a Manfredonia, in provincia di Foggia, dal 24 al 25 ottobre prossimi, il nono congresso dell'APLOTO, Associazione Pugliese Lucana Ortopedici e Traumatologi Ospedalieri, organismo che conta circa 270 associati nelle due regioni meridionali. Presso il Regio Hotel Manfredi della ridente città di mare sipontina, i lavori saranno dedicati alla traumatologia ed ortopedia della caviglia e del piede,  ed alla fissazione esterna in traumatologia. Il presidente del convegno, Prof. Luigi Fantasia - primario di ortopedia e traumatologia presso l'ospedale di San Severo e socio fondatore dell'APLOTO - conferma l'importanza dell'evento: "Come in tutte le edizioni precedenti, anche quest'anno le tematiche che affronteremo saranno di stringente attualità; oltre alle nuove tecniche in traumatologia, come la fissazione esterna, prenderemo in considerazione la patologia della caviglia post-traumatica e degenerativa, ed il relativo trattamento con la protesi di caviglia. Invitando a Manfredonia professionisti che si dedicano da tempo all'argomento, cercheremo di esaminare attentamente questo aspetto innovativo dell'ortopedia; in tal modo, favoriremo l'acquisizione di indicazioni chiare ed esaustive la cui carenza, finora, ha impedito la diffusione capillare del trattamento."

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8° Congresso APLOTO a Matera - Comunicato conclusivo
Aploto
sabato 06 ottobre 2007

logoaplotoLa terza sessione della prima giornata del Congresso Aploto, dedicata al tema della protesi della spalla di rivestimento, ha avuto inizio con l'intervento del dottor Giuseppe Sforza. L'attenzione dei presenti è stata focalizzata sul concetto di mini-invasività e in particolare sulle tipologie di protesi utilizzate. Dal 1993 fino al 2003, sono state impiantati modelli di protesi a stelo con ottimi risultati e soddisfazione dei pazienti. I vantaggi di questa protesi si possono essenzialmente riassumere nella revisionabilità dell'impianto e nella diminuzione di fratture. "Perché le protesi di rivestimento?", questo il tema centrale dell'intervento. La protesi ha innanzitutto l'obiettivo e il vantaggio di replicare l'anatomia, grazie alle guide che permettono di verificare quanto la testa viene coperta, e che non necessitano peraltro una distensione eccessiva dell'articolazione. Ha tracciato una panoramica dell'esperienza italiana relativa alla protesi di superficie il dottor Pietro Randelli, che ha parlato, in particolare, della possibilità di ricreare la morfologia della spalla. "Il razionale della componente protesica omerale - sostiene infatti il relatore - prevede una perfetta riproduzione della morfologia omerale prossimale". Viene consigliato, inoltre, per il controllo delle numerose variabili rintracciabili, l'utilizzo di protesi modulari o di superfici.

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Prima giornata 8° Congresso APLOTO a Matera - II parte
Aploto
venerdì 05 ottobre 2007

logoaplotoNel corso della seconda sessione dedicata alla protesi dell'anca di rivestimento, il dottor Antonio Toro, dopo aver illustrato brevemente la storia dell'emisfera utilizzata, si è soffermato sull'illustrazione dei vantaggi e gli svantaggi della protesi di rivestimento dell'anca. Il trattamento non è consigliabile in casi specifici, quali ad esempio displasia dell'anca e stato di gravidanza. Le complicanze che si possono riscontrare sono in particolare la vascolarizzazione e l'eccesso di cementazione. L'affidabilità delle protesi è dimostrata dai dati a livello nazionale e internazionale. Le indicazioni sono limitate a casi ben selezionati: osteonecrosi stabilizzate, coxartrosi primaria e displasia con scarsa dislocazione. Ha dissertato sui risultati dei trattamenti incruenti e mini-invasivi per le fratture osteoporotiche Luigi Fantasia, tracciando una cronistoria sul razionale della protesi di rivestimento, ossia la ricerca della vera mini-invasività, e soffermandosi soprattutto sui motivi dell'insuccesso della soluzione metallo-metallo in passato. È stata evidenziata, in particolare, la sempre minore invasività dell'intervento, motivata soprattutto dal "desiderio di salvare il più possibile il patrimonio osseo". Fra le indicazioni molto importanti sono l'età giovanile, il sesso maschile, in questo caso più avvantaggiato, e il sesso femminile. Le uniche controindicazioni rilevate sono il collo femorale varo e l'osteoporosi.

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Prima giornata 8° Congresso APLOTO a Matera
Aploto
venerdì 05 ottobre 2007

logoaplotoHa avuto inizio venerdì 5 ottobre l'ottava edizione del Congresso Aploto, dell'Associazione Pugliese Lucana Ortopedici e Traumatologi Ospedalieri. Dopo l'introduzione ed i ringraziamenti del dottor Renato Laforgia, direttore della Struttura Complessa di ortopedia e traumatologia dell'Ospedale "Madonna delle Grazie" di Matera, ha fatto seguito una corposa sessione di "live surgery" in diretta satellitare dal nosocomio materano. Sono state visionate le riprese televisive dal vivo relative a tre interventi chirurgici, due all'anca di rivestimento ed uno concernente una frattura a tre o quattro frammenti della testa dell'omero. Il primo intervento è stato condotto da uno dei massimi esperti chirurghi mondiali, il Prof.  Andrew Cobb - insieme al dott. Laforgia - su un paziente di 35 anni con problemi all'anca sinistra. La testa del femore presentava numerose cisti ossee, e ciò impediva una corretta articolazione. Si è reso pertanto intervenire sull'arto, ottenendo dapprima una medializzazione di circa un centimetro, quindi si è provveduto a fresare ed a normalizzare la testa del femore, che ha permesso di ricoprire la parte rimodellata con un'emisfera in acciaio perfettamente aderente ed integrata nella consueta allocazione dell'arto. La particolare tecnica di intervento prospetta - come si è visto chiaramente dalle immagini pervenute dal satellite - una ridotta invasività dell'intervento chirurgico e, di conseguenza, la significativa riduzione del decorso post-operatorio. Per di più, l'adozione di materiali e tecnologie di nuovo concepimento, permettono di considerare tale tipologia di intervento quale soluzione definitiva delle problematiche collegate.

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