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Inizia giovedì 24 giugno la quinta edizione del Forum Internazionale dell'Economia della Conoscenza (IFKAD 2010) dedicata a "Strategie di gestione delle risorse intangibili per fronteggiare la complessità economica". Obiettivi: discutere e proporre soluzioni per superare l'attuale crisi, anche in Basilicata. Taglio rigoroso e selettivo e grandi big della ricerca, della politica, dell'impresa e del management internazionale: da J.C. Spender a Yassar Jarrar, da Nicolas Gorjestani ad Andy Neely. Passando per il direttore del Forum Giovanni Schiuma, economista e docente lucano della prestigiosa Università di Cambridge.
200 delegati, 100 università ed organizzazioni internazionali di 70 Paesi del mondo, 40 imprese a confronto sui temi dell'innovazione e della ricerca manageriale per discutere e proporre soluzioni contro la crisi e creare nuova occupazione. Sono questi i numeri e gli obiettivi del V Forum Internazionale dell'Economia della Conoscenza: numeri importanti per un'iniziativa giovane che, nata nel 2006 come una scommessa da parte di un gruppo di docenti e ricercatori del Laboratorio di Ingegneria Economico-Gestionale dell'Università di Basilicata, oggi è riconosciuta come importante parterre internazionale di proposta e discussione di temi legati all'economia della conoscenza, alla competitività delle imprese e dei territori, all'innovazione, alla ricerca di nuovi fattori-chiave di sviluppo. A coordinare i lavori della manifestazione il Prof. Giovanni Schiuma, docente presso l'Ateneo lucano nonché Visiting Professor presso la prestigiosa Università di Cambridge, nel Regno Unito.
E' già partito il conto alla rovescia per la Città di Matera. Dal 24 al 26 giugno la Città dei Sassi tornerà infatti ad essere teatro di uno stimolante dibattito, promosso dall'Università di Basilicata, Institute of Knowledge Asset Dynamics ed Intellectual Asset Centre, in collaborazione con il Politecnico di Milano e l'Università di Bologna e sponsorizzato dal Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca.
In una Basilicata nella quale si continua ad evidenziare la fuga di giovani ad elevata formazione e professionalità, la difficoltà delle piccole e medie imprese di esprimere una matura e compiuta domanda di innovazione e l'inefficacia delle misure di politica economica nazionale e locale, il Forum internazionale si propone come laboratorio di proposte e di idee per superare l'attuale fase di crisi produttiva ed occupazionale e come luogo ideale per creare un incontro diretto tra chi produce ricerca ed innovazione - le università ed i centri di ricerca - e chi deve utilizzarla per sviluppare nuove opportunità di affari - le imprese.
"In particolare per la Basilicata - afferma il Prof. Giovanni Schiuma, ideatore e direttore del Forum - la presenza rilevante di micro e piccole imprese determina che queste molto spesso affrontino limiti insormontabili per il miglioramento delle loro performance e della loro dinamiche di sviluppo, in termini di incapacità ad esplicitare specifiche esigenze, di accesso e disponibilità alle informazioni, di accesso a competenze e conoscenze specialistiche, di sviluppo di una capacità innovativa. Anche quando queste realtà abbiano una comprensione delle questioni e delle problematiche da affrontare, assai di rado riescono ad intravedere autonomamente delle modalità atte a soddisfare le proprie peculiari esigenze. I limiti cognitivi delle imprese ostacolano d'altro canto l'emersione di una domanda di innovazione da parte delle stesse che, quindi, assai difficilmente può essere fatta propria dalla pubblica amministrazione ed integrata nell'ambito delle scelte strategiche volte a promuovere la competitività e lo sviluppo. La definizione di scelte strategiche per orientare la politica di innovazione e di crescita è infatti ulteriormente rallentata dalla necessità di decodificare i bisogni reali o potenziali delle imprese e di tradurli quindi in progetti di miglioramento. In tal senso, ritengo che le competenze manageriali rivestano un ruolo fondamentale nel sostenere la competitività e lo sviluppo delle imprese lucane e di conseguenza i processi di sviluppo locale, e come si renda sempre più necessario sostenere tutte quelle azioni volte da un lato a creare e diffondere una cultura imprenditoriale e manageriale e dall'altro a sviluppare ed accrescere tali competenze. Ciò richiede in primis un riconoscimento da parte degli attori istituzionali e di tutti gli stakeholders locali dell'importanza di sviluppare questo tipo di cultura e quindi di investire in tali tipi di competenze. E conseguentemente incentivare la formazione manageriale, rivolta da un lato a formare una nuova imprenditorialità e dall'altro ad aggiornare gli attuali operatori, soprattutto in relazione ai delicati processi di primo passaggio generazionale che coinvolge e coinvolgerà sempre più in futuro molte imprese lucane. A fronte di tali situazioni, il Forum Internazionale dell'Economia della Conoscenza (IFKAD 2010) si propone come piattaforma privilegiata di confronto tra esperti internazionali dell'economia della conoscenza e del ruolo della gestione delle risorse intangibili per lo sviluppo delle organizzazioni pubbliche e private e dei territori"..
Ne discuteranno, infatti, in una tre giorni densa di iniziative nell'iniziativa, economisti, accademici, ricercatori, imprenditori, manager di organizzazioni pubbliche e private, politici e studiosi provenienti da ogni parte del mondo. Tra i nomi internazionali più noti il direttore del Forum Giovanni Schiuma - economista d'impresa a livello internazionale - J.C. Spender - uno dei guru del management moderno - Nicolas Gorjestani - Chief Knowledge & Learning Officer della Banca Mondiale - Andy Neely della University of Cambridge, Yassar Jarrar partner di PriceWaterhouseCooper, Rob McLean della MatrixLinks Canada, James Guthrie dell'Università di Bologna, Maria Weir dell'Intellectual Asset Centre scozzese.
Ma tutto l'evento vedrà una partecipazione altamente qualificata di 200 delegati provenienti da oltre 100 Atenei tra le principali Università italiane e straniere - tra cui la University of Cambridge, la Frankfurt School of Finance and Management, la London School of Economics. Un grande evento anche dal punto di vista tecnologico, con un sistema di videoconferenza attivo tra Matera e le più importanti Università ed organizzazioni coinvolte nel Forum, un sito internet costantemente aggiornato, un'area intervista interattiva con i vari protagonisti delle giornate a disposizione degli utenti del web.
"Quando siamo partiti - sottolinea con orgoglio ancora il Prof. Schiuma - io personalmente insieme al gruppo di ricerca - Daniela Carlucci, Antonio Lerro, Roberto Linzalone, Francesco Sole ed altri giovani ricercatori che purtroppo sono stati costretti ad emigrare - presso l'Università di Basilicata abbiamo avuto una visione ambiziosa, ma al contempo altamente incerta. Ci siamo chiesti se fosse possibile proporre una piccola Università come quella della Basilicata ed il territorio lucano come una piattaforma per lo sviluppo di un evento scientifico internazionale. Le difficoltà che abbiamo affrontato sono state notevoli, soprattutto scontando un isolamento su molteplici fronti. Ad oggi possiamo essere lieti di aver costruito un evento di spessore internazionale. I numeri che oggi abbiamo sono numeri importanti per un'iniziativa giovane che, nata soltanto nel 2006, oggi è riconosciuta come importante parterre internazionale di proposta e discussione di temi legati all'economia della conoscenza, alla competitività delle imprese e dei territori, all'innovazione, alla ricerca di nuovi fattori-chiave di sviluppo. Il Forum è riuscito a creare un circuito virtuoso che ha proiettato Matera e l'Università di Basilicata sullo scenario internazione dell'innovazione e della ricerca economico-gestionale a fronte di un territorio come quello lucano da sempre caratterizzato da un isolamento e da una bassa propensione all'internazionalizzazione ed all'apertura verso reti di conoscenza globali. Da recenti calcoli elaborati con il comitato organizzatore del Forum abbiamo anche stimato l'impatto economico del Forum sul territorio materano e sugli attori economici. La permanenza media in città dei delegati e dei loro accompagnatori - famiglie e collaboratori - è di 3,8 giorni, con un impatto economico di oltre 200.000 euro tra pernottamenti, trasporti, escursioni in Città e spese giornaliere, oltre alle spese dirette degli organizzatori per acquisto di beni e servizi da fornitori locali. Enorme, infine, l'impatto in termini di marketing territoriale di medio-lungo periodo per la Città di Matera che ne deriva. Speriamo che questo enorme successo del Forum in termini sia di riconoscibilità internazionale sia più fortemente riconosciuto ed apprezzato anche dalle istituzioni locali".
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