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Il ConProBio Lucano commenta l'inchiesta sul biologico pubblicata dall'Espresso
lunedì 27 agosto 2007

cover_espressoL'ultimo numero del settimanale L'Espresso pubblica in copertina un'inchiesta sulle produzioni biologiche, che anticipa i risultati di uno studio di Altroconsumo che sarà presentato in occasione del prossimo Sana di Bologna previsto dal 13 al 16 settembre. L'articolo, a firma di Daniela Minerva, ha suscitato numerosi commenti - oltre un centinaio - sul sito internet del magazine. Anche il Consorzio dei Produttori Biologici Lucano, Con.Pro.Bio. Lucano, nella persona del suo presidente - Giuseppe Castoro, ha ritenuto di partecipare al dibattito per sottolineare l'importanza delle produzioni biologiche e la necessità di individuare, quale prima dimensione del bio, la produzione locale e la cultura della qualità. Ecco il testo integrale dell'intervento, che è altresì disponibile sul sito del consorzio www.conprobio.it:  

"Nell'articolo "Bio non fa miracoli", pubblicato sul settimanale L'Espresso n. 34 del 30 agosto 2007, la giornalista Daniela Minerva passa in rassegna, sulla scorta di una recente inchiesta di Altroconsumo, alcuni prodotti biologici, perlopiù provenienti dalla Grande Distribuzione Organizzata, sottolineandone la sostanziale assenza delle presunte virtù benefiche che invece nell'immaginario collettivo li dovrebbero far preferire alle produzioni industriali convenzionali."

"Non intendiamo prendere le difese dei produttori biologici indicati nell'inchiesta: sapranno farlo da soli, dimostrando che esistono le leggi che consentono la presenza dei componenti alimentari individuati all'interno dei prodotti esaminati (ad ogni buon conto, ricordiamo che la certificazione riguarda i processi e non i risultati).

Preferiamo, invece, sottoporre all'attenzione della giornalista - e dell'opinione pubblica - l'importanza di non classificare il mercato biologico soltanto in funzione delle grandi distribuzioni e delle produzioni industriali. Tali prerogative nascono probabilmente dalla necessità di cogliere un bisogno percepito da una specifica nicchia di mercato, peraltro descritta nell'articolo predetto (cd. "orpello di marketing" così definito dall'autrice): dunque un'esigenza di mercato, cui l'offerta di prodotti convenzionali non è in grado di rispondere adeguatamente, viene soddisfatta da una diversa linea di produzione.

Al termine dell'articolo, l'autrice rammenta che "i cultori pensano ai piccoli produttori locali, a processi di produzione antichi". Tale asserzione, pur lusingandoci, liquida brevemente la trattazione di una realtà che ci interessa direttamente e che meriterebbe probabilmente un approfondimento. La semplificazione, sicuramente dettata da esigenze di sintesi, rischia di non cogliere tutti gli aspetti del comparto, al punto tale da di stabilire un nuovo rischioso assioma-paradosso: industriale è genuino, biologico è falso.

Ci preme specificare che la produzione biologica nazionale, richiesta ed apprezzata dal resto del mondo, è rappresentata altresì da una miriade di piccoli produttori che quotidianamente immettono nel mercato prodotti agroalimentari freschi e trasformati di cui garantiscono la qualità biologica poiché ne presidiano l'intera filiera produttiva. Naturalmente, stiamo parlando di numeri differenti rispetto alla GDO, ma comunque si tratta di un'offerta quantitativamente adeguata alla crescente domanda.

Questi produttori hanno scelto per vocazione di intraprendere l'attività biologica: a loro è certamente chiaro lo scenario legislativo che governa la materia - sono tutti certificati - ma è bene definire che tali normative rappresentano semplici indirizzi di riferimento minimali di produzione e non invece requisiti ottimali soggettivi. La cultura biologica dei produttori locali nasce infatti, e prima di tutto, dal grande desiderio di poter condividere, con i propri familiari ed amici, prodotti alimentari puri e  genuini, e di trasferire tale privilegio a coloro che dimostrano di apprezzarlo. La passione per il biologico è come l'amore per la lettura, per la musica sinfonica, per le arti: bisogna dimostrare una particolare sensibilità. Trasferiamo nei nostri prodotti tutta la nostra passione, e facciamo in modo che i nostri clienti rilevino, prima ancora che la genuinità dei nostri alimenti, una bontà senza eguali.

Per questo motivo, ci permettiamo di invitare l'autrice - ed i lettori - a visitare le trenta aziende del Consorzio Produttori Biologici Lucano (Con.Pro.Bio. Lucano, http://www.conprobio.it/) allocate in Basilicata, per verificare personalmente, oltre al rigore dei processi produttivi, anche la qualità dei nostri alimenti: olio extravergine di oliva, paste e farine di grano duro, frutta e verdura di stagione, conserve ortofrutticole. In questo modo, saremo ben lieti di contribuire a rafforzare l'esistenza di una prima dimensione dello scenario biologico, apprezzata in tutto il mondo dagli estimatori del made in Italy."

Giuseppe Castoro - Presidente Con.Pro.Bio. Lucano  

 
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